Conoscete davvero il lavoro dell’arrotino?
Per un professionista esperto l’arrotatura di un coltello è una delle operazioni più “semplici” e per farla correttamente occorre rispettare delle “semplici” regole:
• Usare dei supporti abrasivi adeguati in modo da non causare surriscaldamenti nell’acciaio che potrebbero far perdere le caratteristiche di durezza della lama (la durezza determina principalmente la durata del filo)
• Rispettare la forma del tagliente o migliorarla nel caso presenti imperfezioni
• Consumare la minor quantità possibile di acciaio
• Ottenere un taglio ottimale con l’affinamento delle granulometrie, cioè passare dalla fase di asportazione a quella di lucidatura del profilo creato in precedenza, usando abrasivi di diversa natura con grane sempre più fini (talvolta si passa da decimi di millimetro a micron)
• Ottenere un aspetto estetico gradevole.

affilatura-mini-coltelloAvrete notato che le parole “semplici” sono virgolettate perché in realtà NULLA è semplice nel nostro lavoro.
Nella foto potete vedere un temperino chiudibile appena arrotato perché completamente senza filo. E’ stata creata una arrotatura biconvessa od ogivale (il filo in sezione somiglia alla punta di una pallottola). Oltre alle “semplici” regole da rispettare che prima ho citato, qui le difficoltà aumentano vista la grandezza della lama e del manico (circa 2 centimetri) oltre alla sua mobilità, data la mancanza di un sistema di bloccaggio della lama stessa.
E questa è una delle cose più “semplici”, figuriamoci il resto.
Mi ha fatto sorridere il cliente che mi ha detto:”Basta una passatina…”
Ripeto: conoscete davvero il lavoro dell’arrotino?